Bevande energetiche: rischi connessi ad un uso eccessivo

Le bevande energetiche incasseranno 26 miliardi di dollari all’anno. Un’uso eccessivo può creare dipendenza.

Un’abitudine che fa tendenza. L’uso di bevande energetiche negli ultimi anni ha avuto una diffusione notevole soprattutto tra i giovani. Marchi come Monster, Rockstar o Red Bull sono ben noti, anche grazie a campagne pubblicitarie su canali televisivi  rivolti ai giovani, come MTV, Fuse e BET. Un’indagine recente svolta in USA ha rivelato che il 50% degli adolescenti ne fanno uso, e circa il 31% con regolarità. Le stime per questo settore fissano per l’anno 2019 un incremento produttivo dell’11 %, con una rendita annuale di oltre 26 miliardi di dollari. Ma insieme alla crescita di queste industrie cresce la preoccupazione dei consumatori sugli effetti derivanti dall’uso di tali bevande.

Fattori di rischio. Gli elementi di rischio di questi prodotti energetici sono connessi alla presenza di caffeina, la stessa che si trova nel caffè che viene regolarmente consumato, ma in queste bevande viene associata ad altri stimolanti di presunta origine naturale, come ginseng, guarana e taurina. Ancora non si conosce esattamente in qual modo agisca tale mescolanza, ma gli effetti da essa prodotti sono tali da generare vari dubbi. La difficoltà di svolgere i necessari accertamenti da parte degli esperti nasce dal fatto che nella maggior parte dei casi la formula del prodotto è protetta dalla casa madre, quindi non è possibile appurare la quantità di ciascun ingrediente presente nella bevanda. Inoltre questi prodotti  sono commercializzati come supplemento dietetico o come alimento, entrambe classificazioni non soggette ad obbligo di approvazione da parte del FDA (Food and Drug Administration), l’organismo che in USA certifica la salubrità del prodotto.

Effetti nocivi. Nel corso del triennio 2012-14 la FDA ha ricevuto informazione da parte delle aziende produttrici di bevande energetiche, che sono tenute per legge a darne comunicazione, di 224 casi a loro carico di esiti dannosi, tra cui sei casi di morte. A parte questi, gli effetti negativi prevalentemente rilevati in conseguenza dell’uso prolungato di tali bevande sono tachicardia, difficoltà di concentrazione ed iperattività. Attualmente sono già in corso alcuni processi nei quali le ditte produttrici di bevande energetiche sono ritenute responsabili della morte di minori, alcuni dei quali però già presentavano una situazione cardiaca problematica.

Consigli per l’uso. Le ditte produttrici si difendono affermando che i loro prodotti sono sicuri e non contengono più caffeina di una tazza di caffè. Inoltre molti prodotti già espongono avvertimenti dissuasivi diretti a bambini, donne in gravidanza o allattamento, e persone sensibili alla caffeina. Va però osservato che per contro esistono molte forme di pubblicità che mirano ad ottenere effetti al contrario. Per il consumatore comune è il caso di rammentare che esiste una regola di buon senso che vale in qualunque circostanza, ed è quella che qualsiasi bevanda, alimento o sostanza che viene ingerita debba essere assunta in misura tale da non avere conseguenze dannose, oltre al fatto che comunque  in assoluto non conviene mai esporsi  a situazioni di rischio, per quanto di dubbia definizione.

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