Grattacieli sempre più su

Il fenomeno dei grattacieli. È bello constatare qualcosa di grandioso che l’uomo riesce a realizzare in un qualunque settore di attività, nella fattispecie quello dell’edilizia destinata a fini vari: di rappresentanza, di lavoro, oppure l’esercizio di attività aperte al pubblico.

Dice un antico proverbio inglese “A man’s home is his kingdom”, che significa “per un uomo la casa è il suo regno”, ossia non solo il luogo in cui esercita il suo dominio in piena libertà, ma anche quello in cui ama comparire nella sua forma  più cospicua. Dal tempo in cui gli esseri primitivi abitavano nelle grotte, nelle palafitte o in capanne più o meno improvvisate, sono passati millenni, durante i quali in cui l’uomo ha continuamente migliorato sia i materiali che le tecniche costruttive. Così egli è riuscito a realizzare grattacieli che arrivano ad altezze prima impensabili, tanto che in tempi recenti essi sembrano assolvere il compito che durante il medioevo veniva attribuito ai campanili delle chiese, le cui guglie si innalzavano verso il cielo per esprimere il desiderio umano di elevarsi al di sopra della comune quotidianità.

Skyscrapers in Dubai, United Arab Emirates. Francois Nel/Getty Images (cropped)

Il più alto grattacielo costruito sulla Terra attualmente si trova a Dubai, si chiama Burj Khalifa, è alto 830 metri, ed è stato inaugurato nel 2010. Il termine “skyscraper” (letteralmente: graffiatore del cielo) è entrato solo di recente  nel lessico inglese, ed è ovviamente un neologismo introdotto  con l’avvento di nuove concezioni nell’edilizia a partire dagli inizi del ‘900, allorché lo sviluppo dei grandi agglomerati urbani in qualche modo imponeva di recuperare in altezza le scarse superfici disponibili per l’ulteriore ampliamento delle grandi città. In anni recenti ad esso si è affiancato il termine “starchitect” (letteralmente: architetto delle stelle), per indicare in modo specifico il progettista specializzato nel disegnare grattacieli che svettano altissimi verso le stelle.

Per avere qualche termine di confronto, si pensi  che la Torre Eiffel,  che domina nel cielo di Parigi, è alta poco più di 300 metri, mentre L’Empire State Building realizzato a New York nel 1931 con i suoi 443 metri è rimasto per decenni il più alto edificio al mondo, prima di essere superato dalle Torri Gemelle nel 1967. Sino all’anno 2000 gli edifici alti oltre i 200 metri erano considerati una rarità (a volte decisamente rifiutati da alcuni urbanisti per motivi di scarsa funzionalità e scempio del paesaggio), tanto che se ne contavano circa 260 in tutto il mondo. A distanza di un decennio tale numero risultava quasi triplicato. Nel 2003 le Petronas Twin Towers di Kuala Lumpur  in Malesia detenevano il record di altezza con 500 metri. Attualmente vi sono in costruzione in varie parti del mondo oltre dieci edifici che supereranno tale altezza.

Perché si continua a costruire edifici sempre più alti, sfidando le leggi della gravità e con costi elevatissimi, che non sempre risultano rimunerativi? La risposta è semplice: per avere visibilità e prestigio. Questo spiega il fatto che solo imprese dotate di grandi risorse finanziarie, oppure gli stati che hanno realizzato grandi profitti con la vendita di prodotti energetici (petrolio, gas naturale, ecc.)possono permettersi di affrontare costi così onerosi. Ecco perché la committenza in questo fiorente settore proviene principalmente dagli stati del golfo persico, che hanno fiumi di petrodollari da spendere, oppure da stati in forte sviluppo economico come la Cina.

Quali sono i principali problemi connessi alla costruzione di grattacieli, a parte quelli finanziari, logistici ed organizzativi? Essenzialmente due: innanzitutto il vento, e in secondo luogo gli ascensori. Il vento investe qualunque edificio penetrando al suo interno ed incrementandosi verso l’alto con effetti di oscillazione, che devono essere contrastati efficacemente in vari modi (forte ancoraggio alla base, forma dell’edificio slanciata e sottile, lati inclinati). Il problema degli ascensori invece riguarda lo spessore dei cavi metallici che impedisce l’avvolgimento di tratti molto lunghi, sicché per arrivare in alto dalla base occorre cambiare più volte ascensore, come ad esempio avviene con un viaggio in metropolitana su lunghe distanze. Ma anche questo problema sembra si possa risolvere usando cavi fatti con fibre di carbonio, che risultano assai meno spessi e più resistenti.

Esiste un qualche limite alla possibilità di costruire sempre più in alto? Secondo Adrian Smith, l’architetto che ha progettato il Burj Khalifa, non vi è alcun limite, e qualunque problema può essere superato. Prova ne sia il fatto che egli stesso ha progettato un grattacielo denominato Kingdom Tower , attualmente  in costruzione a Gedda negli Emirati Arabi, che verrà inaugurato nel 2019, e sarà il primo edificio che supererà 1 Km in altezza. Egli rivela anche di avere nel suo studio il modello in scala di un grattacielo che è alto 1 miglio (ossia 1.6 Km), e che egli considera perfettamente realizzabile. Come? Just have the money! Come dire: è solo questione di soldi.

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *